Primitivo

Cenni storici

Le ipotesi sulle origini di questo vitigno sono diverse: alcuni sostengono che il Primitivo provenga dalla Dalmazia, da dove sarebbe stato importato circa 2000 anni fa, altri ritengono che sia giunto in Puglia alla fine del XVII secolo, altri ancora che sia stato impiantato alla fine dell’800 nei vigneti decimati dalla fillossera, importando tra le barbatelle americane per i reimpianti, anche alcune piante di Zinfan del californiano.

Escludendo quest’ultima tesi, è certa la presenza in Puglia del primitivo come clone selezionato nel ‘700 da Don Francesco Filippo Indellicati, primicerio della chiesa di Gioia del Colle, il quale notò che tra i vitigni da lui amorevolmente coltivati, c’era una pianta che giungeva a maturazione prima di tutte, dava un uva particolarmente gustosa e dolce e si poteva vendemmiare già sul finire di Agosto. Queste caratteristiche lo spinsero a piantare un vigneto monoculturale di questa selezione che per la sua precocità venne chiamata ‘Primitiva’.

La sperimentazione diede ottimi risultati, tanto che si diffuse subito in tutto il territorio della Murgia Barese. Recentemente, studiando il DNA dello Zagarese, che era l’antico nome del vitigno prima della selezione di Indellicati, si è vista l’assoluta identità dei due DNA, accertando così la presenza del primitivo in Puglia molto prima del XVII secolo. L’analisi scioglie inoltre ogni riserva sulla possibile derivazione del Primitivo dallo Zinfan del americano.

Caratteristiche ampelografiche

La foglia è media, pentagonale, di colore verde cupo, con superficie ondulata e lanuginosa. Il grappolo è medio, conico-cilindrico, semicompatto, con ala pronunciata. L’acino è medio, sferico, di colore blu scuro ricco di pruina; buccia relativamente spessa e pruinosa, polpa molto dolce e succosa di colore rosato e gusto aromatico. Terreni ideali sono quelli argillosi e calcarei. » un tipo di vite che dà uva di qualità eccezionale. Ha il difetto di essere poco resistente al marciume e alle brinate primaverili e per questo motivo è molto diffuso in Puglia, dove il clima è caldo, secco. Ha d’altro canto il vantaggio di sopportare abbastanza bene malattie pericolose per la vite come oidio e peronospora.